7 Aprile: rivisto e corretto.

4 agosto: ci ho pensato a lungo e ho deciso che il post originale conteneva troppi dettagli troppo personali che riguardavano anche altre persone, per quanto privo di nomi o cognomi. Ho rivisto il post ed eliminato ció che andava eliminato.  Ora va meglio.

Ho scoperto un programmino di scrittura per Linux; di quelli senza opzioni, barre dei menú o distrazioni di sorta. Si chiama UberWriter. Con questo programmino, il 7 aprile ho scritto.
Pensavo di tenere questo stralcio per me. Ma siccome ogni tanto ti sogno. E quando ti sogno, ti sogno che fai il viscido con qualche ragazzo. E quando mi sveglio da quel sogno mi sento svuotato, incompleto ed ho voglia di piangere per come mi hai fatto sentire, ho deciso che il mio modo per superare la cosa è di scriverlo e di sfogarmi.

In queste settimane da solo ho avuto modo di pensare un sacco alla nostra relazione.

Mi fa ancora male, tante cose mi fanno ancora male.
Ogni volta che ci penso; che ti penso; mi sento ricadere in un vuoto da cui è difficile alzarsi.

Alcune volte mi ritrovo a piangere senza apparente motivo. Proprio come ho fatto il sei novembre, quando ho scoperto chi eri veramente. Provo la stessa sensazione. Quando non hai piú nulla sotto i piedi e precipiti. Tu mi amavi e mi hai fatto sentire cosí. Peró c’era una cosa che non immaginavo.

Il modo in cui flirtavi con gli altri ragazzi. Le cose viscide che dicevi, il modo in cui le dicevi, le parole che usavi che probabilmente riflettevano quello che pensavi, e tutte le volte che riuscivi a guardarmi negli occhi dopo.
Bada bene, non era solo COSA facevi, era il MODO in cui lo facevi.

La prima volta che hai flirtato con qualcuno è stata 15 giorni dopo che ci siamo messi assieme. L’ultima dopo che sono tornato.

Non è il fatto che flirti, la cosa che mi disturba, è il modo in cui lo fai, sono le parole che usi e soprattutto le cose che non dici. Il fatto che tu sia solo un maiale.

Io spero che non riserverai a nessuno il trattamento che hai riservato a me. Ho rinunciato a cose grandi ed importanti per stare assieme a te, e tu mi hai ripagato dicendo a un tipo che hai conosciuto mezza volta che avresti voluto ficcargli la lingua in gola mentre io sgobbavo come un cretino. E molto altro. Tutte cose che ancora fanno male.

Mi dispiace, ma non riesco a perdonarti. Hai inzozzato una cosa bellissima. L’hai uccisa. Hai ucciso me e hai ucciso te (per quanto possa essere possibile).

Non voglio piú sapere quanti ragazzi ti scoperai o in che modi viscidi lo farai o le cose che dirai o scriverai. Finchè riuscirai a guardarti allo specchio la mattina, saranno affari solamente tuoi.

E sí, le Golden Girls mi facevano ridere piú di te. Tu fai pena.

“Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. Se guarderai a lungo in un abisso, anche l’abisso vorrà guardare dentro di te”. Friedrich Nietzsche

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